
«L’istruzione gestita da una istituzione corrotta [Stato], che segue le vie dell’immoralità, quest’ultima non può che riflettersi nei metodi e scopi della macchina da cui gli individui, futuri cittadini della polis, si formano».
[cit. dell’autore]
La qualità del sistema scolastico nostrano, attualmente in corso e realizzato, è più che bassa sia da un punto di vista dei metodi – con i quali i docenti espongono ed impartiscono precise scienze – sia dallo scopo essenziale dell’istruzione, regolata e gestita dalla democratura presente, ovvero la totalizzazione delle anime.
Questa è la condizione in cui versa l’istruzione, un sistema che non prepara più alla Vita e non dà importanza alcuna all’aspetto dotale degli studenti che anzi vengono preparati e incastonati al solo fine di renderli mero ingranaggio di una macchina più grande di loro: l’economia.
Da ciò, si deduce agevolmente come il concetto di alternanza scuola-lavoro sia uno dei modi, forse una delle testimonianze più nitide, di come la scuola è passata dall’essere un ritrovo di pensanti e di studiosi a ritrovo di de-pensanti inconsapevoli e futuri aggeggi della logica e dello spirito mercificante del mercato internazionale.
La scuola ad oggi è per molti, in particolare per le recenti generazioni, il covo delle sindromi psichiche, vissuta alla stregua di un’azienda nella quale alle doti degli individui sono anteposte le matematiche valutazioni, nonché causa e fonte primaria di ansie e frustrazioni psicologiche destabilizzanti. Non a caso all’interno delle mura delle nostre scuole vi è una diffusione, in costante aumento, dell’uso di psicofarmaci e farmaci omeopatici tra i giovani.
La totalità degli istituti scolastici ha in sé una mentalità pedagogica piuttosto delimitata, circoscritta all’interno di un campo di sola teoria, soprattutto ciò avviene per le materie tecnico-scientifiche, le quali vengono esposte dai docenti di turno in maniera assai astrusa, prive di ogni esempio pragmatico, fornendo uno stile pedagogico che non sempre conduce all’assimilazione totale delle conoscenze negli allievi che spesso preferiscono la memoria alla ragione poiché i concetti non vengono sufficientemente chiariti nella loro essenza e numerosi degli attuali “maestri” spingono nella direzione di tale infruttuoso studio mnemonico. Una mentalità malsana di concepire la pedagogia, ossia la scienza impegnata a ricercare il miglior metodo educativo, che in quest’era, dove i prìncipi del capitalismo più barbaro sono parte integrante della comunità umana, è divenuta “scienza dell’indottrinamento velato”, volto alla somministrazione occulta della weltanschauung del libero mercato.
Ma perché tale sistema è totalizzante? Cosa s’intende?
Quando affermo che esso è totalizzante, intendo dire che punta ad un appiattimento volontario delle anime, cioè delle persone che vengono coltivate da questo modello istruttivo e, dove trova la presenza di spiriti ancora non ben “civilizzati” o “conformati” alla mentalità odierna, la macchina didattica stessa s’incarica del tentativo di livellare ogni “unicità” alla medesima posizione dei più, oramai esenti da ogni forma d’individualità.
Autore:
Fabio Racca