
Lampedusa presa d’assalto dagli immigrati è l’ultimo di una serie d’accadimenti lunga un anno che non lascia più spazio ai fraintendimenti e alle illusioni dei più ingenui: non possiamo concedere oltre ai “dormienti” di restar chiusi nel proprio mondo “particolare” – sognando una politica che dallo scorso ottobre azzarda definirsi “alternativa” pur muovendosi in perfetta continuità con quella dei predecessori – perché diventa essenziale, a questo punto della storia, destare dal torpore tutti gli assopiti per ricondurli alla nostra stessa realtà poiché “unico e comune è il mondo per coloro che son svegli” (Eraclito, frammento 89). Poco importa delle pronte apologie degli “addormentatissimi” (ma col culo al caldo) che parleranno di “complotti frutto d’interessi stranieri” – del resto chi fa i patti col diavolo questi pesci prende, o no? – dato che di elementi utili a prendere atto di tutta la pavidità del governo ne è colma la scena: se le nomine alle partecipate sono state in sostanziale armonia, incrociando al più qualche poltrona, con quelle del banchiere – tanto che qualcuno ha parlato addirittura di lei come “Draghi in gonnella”, epiteto da rinnegare fino a un certo punto data anche la solerzia nell’eseguire talune volontà del Drago, come la liquidazione in nome del dio libero mercato della fu compagnia aerea di bandiera – negli incarichi culturali, fatti salvo i pochissimi nomi noti che brillano di luce propria e a cui andrebbe permesso di lavorare senza censure “atlantiste”, si è fatto pure di peggio ripescando, su saggio consiglio di quella lega che sicuro sa come perder voti, nella pattumiera dell’usato gialloverde con la scelta di diversi “sovranari” destinati all’occupazione degli spazi “di cultura” già riempiti dai depensanti “de sinistra” sebbene, aguzzando gli occhi della mente, non si faticherà a convenire come la materia (fecale) che caratterizza entrambi i gruppi sia la medesima data l’identica funzionalità al mondo unipolare a stelle e strisce. Tralasciamo per buongusto le foto mano nella mano con Biden simbolo – a sua insaputa – di tutto quel mondo woke che costituirebbe, almeno su carta, il nemico e pure le coccole pubbliche con quel Kissinger che ebbe a prometterle (forse anche realizzarle) ad un Aldo Moro colpevole di politiche non sempre obbedienti (peccato grave per il colonizzatore) ai diktat americani, unica vera costante dei governi italiani dal dopoguerra ad oggi, cosa resta? Il pianterello di un ministro espressione della maggioranza al Giffoni perché un’attrice gretina lamentava una sofferenza da “eco-ansia” e le mancate prese di posizione a tutela di De Angelis prima – a proposito chissà che fine ha fatto pure la dignità dell’autore “mai piegato” del romantico brano “nella tua stanza” – e di Vannacci poi. A questo punto è lecito domandarsi se tanti ragazzi dell’Area, già scettici riguardo l’efficacia del voto e del sistema democratico tout court, non abbiano forzato vanamente se stessi per apporre una X sul foglio data forse troppo per scontata dai propri “leaders” che la disattendono, tradendola, a ripetizione. Una politica piccola piccola dove il treno continua a correre sempre nella stessa direzione – non proprio quella tracciata dai “padri antichi” – guidato da siffatta CapotrenA, e dai parenti, ça va sans dire, forse è un po’ troppo magro come bottino, che ne dite Kameradi?
Autore:
CriminiDem